Crea sito

Medico di base: prestazioni, orari di visita, obblighi

Visite: 777

 

Medico di base: chi è?

Capita spesso di pensare al medico di base come a un burocrate: compila e fornisce ricette per farmaci, prescrive visite o analisi, viene al nostro domicilio quando siamo malati e non possiamo recarci presso il suo studio. Ma il medico di famiglia non è solo questo: è il professionista che conosce bene il nostro stato di salute e, quando si presenta la necessità, ci guida in tutto il percorso terapeutico all’interno delle strutture del Servizio Sanitario Nazionale, permettendoci di accedere a tutti i servizi e prestazioni compresi nei livelli essenziali di assistenza (i cosiddetti Lea).

 

 

Medico di base: come sceglierlo?

Il medico di base viene scelto liberamente da ogni cittadino, che non deve dare spiegazioni del perché ne sceglie uno piuttosto che un altro. Valgono solo due soli limiti:

  1. ogni medico non può avere più di 1500 assistiti. Raggiunto il limite, quel medico non può più essere scelto;
  1. si può scegliere solo tra i medici che operano nel territorio di competenza della Asl nella quale si risiede. Nel caso in cui si viva temporaneamente in un distretto diverso da quello di residenza anagrafica (pensiamo ad uno studente universitario leccese che, per studio, si trasferisca a Roma), si può revocare il medico presso l’Asl di provenienza e richiederne uno presso l’Asl del luogo dove si vive, per un tempo minimo di tre mesi e massimo di un anno: dopo il primo anno, infatti, si presume che il soggetto cambi residenza e che possano essere applicate le regole ordinarie. Altro caso particolare in cui si può derogare alla regola del territorio di competenza è quello dei gravi motivi, la cui presenza giustifica la richiesta di un medico che opera in un distretto sanitario diverso da quello di residenza. Ad esempio, si pensi all’interruzione del rapporto di fiducia con l’unico medico attivo nella zona di residenza. In un’ipotesi di questo genere, la revoca sarebbe giustificata: essa – si ricorda – deve essere motivata e il medico non può opporsi. Tuttavia, ha diritto di conoscere il motivo per cui un cittadino ha deciso di sostituirlo.

 

Dunque, libertà piena nella scelta del proprio medico di base: ciascuno deciderà a seconda di quelle che sono le proprie esigenze. È chiaro, tuttavia, che è sempre meglio valutare con calma, tenendo conto di alcuni elementi come:

  • luogo in cui si trova il suo studio;
  • raggiungibilità con mezzi pubblici;
  • orari di apertura;
  • presenza di barriere architettoniche, soprattutto se in famiglia sono presenti soggetti diversamente abili;
  • disponibilità all’assistenza domiciliare integrata (Adi): si tratta di quella formula assistenziale che, attraverso l’intervento di più figure professionali sanitarie e sociali, realizza a domicilio del paziente un progetto assistenziale unitario, limitato o continuativo nel tempo, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita del paziente, soprattutto quello anziano. A tal fine, sono compresi una serie di servizi, tra cui l’assistenza infermieristica domiciliare, prelievi a domicilio per le analisi, medicazioni, visite specialistiche a domicilio, prescrizioni di ausili e protesi, fisioterapia a domicilio, uso del computer e della posta elettronica, disponibilità alle consultazioni telefoniche e orari.

 

 

Medico di base: quali sono le prestazioni gratuite?

Le prestazioni del medico di base sono – di regola – gratuite per l’assistito. A differenza di quello che si pensa, però, ve ne sono alcune a pagamento, come:

  • il certificato di invalidità civile;
  • il certificato di infortunio sul lavoro;
  • il certificato di idoneità ad attività sportive non agonistiche: pensiamo a Tizio che decide di iscriversi in palestra, presso la quale, prima di iniziare il corso, richiedono il cosiddetto certificato di sana e robusta costituzione. Di regola, si tratta di un documento che occorre pagare; è gratuito per i minorenni e per i disabili di ogni età, nel caso in cui venga richiesto dagli organi scolastici, per attività organizzata dal Coni, da società sportive affiliate o da enti di promozione sportiva. A tal proposito, si precisa che, da qualche tempo, non è più necessario ripresentare la certificazione nel corso dello stesso anno, grazie al libretto sanitario dello sportivo che attesta con un unico documento la propria idoneità ad ogni tipo di attività fisica o pratica sportiva non agonistica, evitando proprio di dover produrre più certificati, richiesti in contesti diversi; mentre per le attività agonistiche bisogna rivolgersi ai Centri di Medicina dello Sport;
  • la visita medica da parte di un medico di base diverso dal proprio, che ha un costo di 25,82 euro se si tratta di visita domiciliare e di15,50 euro se, invece, viene effettuata in ambulatorio.

 

Gli altri servizi sono tutti gratuiti. Ad esempio:

  • visita medica (sia ambulatoriale che domiciliare);
  • prescrizione di farmaci;
  • certificato per l’incapacità temporanea al lavoro;
  • certificato per la riammissione a scuola;
  • certificato di idoneità ad attività sportive non agonistiche in ambito scolastico;
  • richieste di visite specialistiche;
  • richieste di analisi cliniche e di diagnostica strumentale;
  • proposte di ricovero ospedaliero;
  • accesso ai luoghi di ricovero;
  • consulti con medici specialisti;
  • assistenza domiciliare programmata;
  • prestazioni professionali quali medicazioni, fleboclisi, tampone faringeo, iniezione di gammaglobuline, ecc…

 

 

Medico di base: come si organizza per le visite?

Per quanto riguarda gli orari di visita, bisogna tenere a mente che il medico di base non fornisce un servizio di emergenza (per quello c’è il pronto soccorso) e, pertanto, non è tenuto ad essere sempre reperibile. Ecco perché occorre essere informati sui suoi orari di studio e di visita domiciliare, ricordando che, al di fuori di questi, ci si può rivolgere alla guardia medica (o, più propriamente, servizio di continuità assistenziale).

Orientativamente, gli orari seguiti dai medici di base sono i seguenti:

  1. giorni feriali: dalle 8.00 alle 20.00;
  2. giorni pre-festivi (ad esempio, il sabato o la vigilia di Natale): dalle 8.00 alle 14.00.

In tale arco di tempo, il medico deve garantire l’apertura dell’ambulatorio per almeno cinque giorni alla settimana: non esiste un orario minimo da rispettare, l’importante è che il medico comunichi il proprio orario alla Asl e lo esponga all’ingresso dell’ambulatorio. Resta inteso che l’orario di lavoro minimo non corrisponde alla durata dell’attività, perché tutti i pazienti che accedono all’ambulatorio entro l’orario stabilito devono essere ricevuti. In pratica, anche se l’orario è terminato, il medico non può rifiutarsi di visitare un assistito già in attesa. Il sabato, salvo diversi accordi regionali o di Asl, il medico deve essere reperibile al telefono per due ore, dalle 8.00 alle 10.00, per rispondere a richieste non differibili, che dovrà soddisfare entro le 14:00. Esempi di necessità non differibili sono una visita a domicilio o una certificazione di malattia per un lavoratore turnista; non lo è la prescrizione di un esame diagnostico cui sottoporsi nei giorni successivi. Se il medico di famiglia debba impegnare il sabato mattina per partecipare a corsi di formazione obbligatoria (per esempio in relazione a progetti disposti dalla Asl), la Asl anticipa al mattino del sabato il servizio di guardia medica, così da assicurare ugualmente la continuità assistenziale. Le stesse regole del sabato valgono per i giorni prefestivi.

 

Se vengono richieste visite domiciliari, il medico deve effettuarle in entro le ore 10.00, orario oltre in quale il medico può decidere rinviarle alla mattina successiva, entro le ore 12.00. È bene ricordare che le visite domiciliari non rappresentano, per il medico di base, un obbligo assoluto, potendo egli può valutare discrezionalmente, caso per caso, l’opportunità o meno di effettuarle, assumendosi la responsabilità professionale di tale scelta e delle sue eventuali conseguenze.

 

In caso di malattie croniche che non consentono all’assistito di raggiungere l’ambulatorio, si può chiedere di essere ammessi al servizio di Adp, tramite apposita richiesta al medico che la compilerà e la inoltrerà alla Asl, alla quale spetta la decisione.

Se la domanda viene accolta, il medico visiterà a domicilio l’assistito con frequenza predeterminata.

 

 

Medico di base: può “visitarmi” via internet?

Nulla vieta al medico di base di servirsi del computer e dei più nuovi sistemi di messaggistica mobile, considerando con molta attenzione le diverse situazioni. Senza dubbio, in alcuni casi, questi sistemi possono aiutare: per esempio, il paziente potrebbe scattare la foto di un’eruzione cutanea e inviarla al dottore, consentendogli così di decidere rapidamente una prima possibilità di trattamento. Ma, nel caso di una situazione più complessa che abbia bisogno di un approfondimento, il computer non può certo sostituire il vero contatto diretto medico-paziente.

 

Per quanto riguarda la possibilità di inviare al paziente le ricette per mail, sarebbe possibile soltanto in presenza di un processo di autorizzazione e identificazione da parte del paziente, cioè con la totale sicurezza che la ricetta arrivi su un sistema protetto accessibile solo all’assistito (ad esempio, la pec). Al contrario, viene messa a rischio la sua privacy. Il medico di famiglia diligente, addirittura, sa benissimo che, perfino quando un paziente gli chiede di consegnare una ricetta a un familiare, la prescrizione andrebbe messa in busta chiusa, per riservatezza.

 

 

Medico di base: a chi rivolgersi quando è in ferie?

Anche il medico di famiglia può assentarsi dal lavoro: per malattia, assistenza a familiari con handicap, attività di volontariato o di emergenza. Deve sempre darne comunicazione alla Asl e, a volte, essere autorizzato. Può chiedere alla Asl, con 15 giorni di anticipo, fino a 30 giorni di ristoro psicofisico: le ferie, praticamente. In teoria, dovrebbe essere la Asl ad avvisare gli assistiti; di fatto, poi, è il medico che informa i pazienti. Se l’assenza non supera i 30 giorni, il dottore deve scegliere un sostituto.

Medico di base: quali farmaci non può prescrivere?

Alcune Regioni consentono la prescrizione di determinate tipologie di farmaci e prestazioni diagnostiche solo in presenza di specifiche condizioni patologiche, prevedendo sanzioni per il medico che non rispetti le limitazioni. Altri medicinali possono essere prescritti solo in casi prestabiliti o in base a piani terapeutici.

In generale, il medico deve prescrivere il farmaco efficace disponibile al costo minore, a meno che non ci siano specifiche ragioni (ad esempio, intolleranza del paziente agli eccipienti). In realtà egli dovrebbe indicare solo la molecola ma, se vuole, può aggiungere il nome commerciale del farmaco: in questo caso il paziente, in base all’informazione del farmacista, può sostituirlo con un medicinale equivalente.

Fonte: laleggepertutti

 

 

 

 

 

Rocco. M.

Nato a Foggia, Soccorritore dal 94, fondatore della pagina Facebook e gestione dei social media "Gli angeli del soccorso". Attualmente dipendente della Sanitaservice ASLFG la sua passione per il volontariato vede la sua massima espressione nella realizzazione del progetto Angeli del soccorso...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.